BPCO: Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva

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BPCO indica la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva cioè una malattia dell’apparato respiratorio che interessa i polmoni e i bronchi.

E’ una patologia cronica con sintomi all’apparenza non gravi, nelle prime fasi della sua comparsa, ma molto degenerativa negli stadi più avanzati portando a dispnea (cioè difficoltà respiratoria a mancanza di fiato), tosse con catarro, respiro sibillante, spossatezza ricorrente, calo dell’appetito e predisposizione allo sviluppo di infezioni respiratorie.

Per combattere la BPCO è fondamentale la prevenzione per riconoscerne tempestivamente la comparsa e poter intervenire per evitare il peggioramento di questa malattia che colpisce principalmente i fumatori o chi è spesso a contatto con sostanze tossiche.

Ad oggi la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva non può essere curata, ma esistono diverse terapie che permettono di tenerla sotto controllo permettendo, a chi ne è affetto, di fare una vita normale e senza troppi problemi.

Che cos’è la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

La BPCO o broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia polmonare progressiva che colpisce bronchi e polmoni a questa si legano condizioni mediche particolari come la bronchite cronica e l’enfisema polmonare.

l’Enfisema polmonare riguarda gli alveoli cioè delle piccole camere d’aria, contenute nei nostri polmoni, che hanno lo scopo di arricchire il sangue di ossigeno e ripulirlo dall’anidride carbonica. L’enfisema non permette questo corretto scambio e quindi non si ha una corretta ossigenazione di tutto l’organismo che pertanto tende a deteriorarsi nel tempo.

La bronchite cronica è un infiammazione dei bronchi e dei bronchioli organi fondamentali per il passaggio d’aria all’interno del nostro corpo. Se si è affetti da questa malattia, si ha un’alta produzione di muco ed espettorato che ostacolano il flusso d’aria che respiriamo.

Le due malattie possono verificarsi distintamente ma è molto frequente nei malati di BPCO essere affetti contemporaneamente da enfisema polmonare e bronchite cronica.

Come abbiamo detto l’acronimo BPCO sta per broncopneumopatia cronica ostruttiva dove: broncopneumopatia sta ad indicare che è una malattia che attacca principalmente i bronchi e i polmoni in generale. Cronica in quando la BPCO ha un decorso lento irreversibile progressivo. Ostruttiva in quanto il flusso d’aria destinato ai polmoni viene ostacolata.

Ad oggi la BPCO rappresenta la quarta causa di morte nel mondo, ma si stima che presto potrà diventare la terza. Ad essere più colpiti, in passato, erano gli uomini, ma ad oggi la differenza si sta notevolmente abbassando colpendo indistintamente uomo o donna. Tendenzialmente la malattia si presenta dai 40 anni in su, con sintomi lievi che man mano tendono a peggiorare con l’avanzare dell’età, se non tenuti sotto controllo.

BPCO

Quali sono le cause dalla BPCO

Come detto la BPCO è un infiammazione che colpisce i polmoni, restringendo le vie respiratorie e causando problemi in fase di espirazione, pertanto le cause del suo insorgere sono principalmente dipesa da fattori esterni primo fra tutto il fumo di sigaretta.

Il tabagismo ad oggi è riconosciuto come la causa principale per l’insorgere di una broncopneumopatia cronica ostruttiva. Ovviamente il fumo attivo gioca un ruolo fondamentale, ma non è da trascurare anche il fumo passivo. A queste cause si aggiungono anche:

  • L’ esposizione a sostanze chimiche e polveri per un periodo molto lungo di tempo come per esempio in un ambiente lavorativo
  • L’inquinamento ambientale, che sta sempre di più diventando un problema comune e che ad oggi è oggetto di studio per capire la sua incidenza nella comparsa della BPCO
  • Una predisposizione genetica che comporta la mancata produzione dell’alfa-1-antitripsina, una proteina prodotta dal fegato che ha il compito di proteggere i nostri polmoni che quindi sono più vulnerabili all’insorgere di malattie. Il nome di questa malattia genetica è deficit di alfa-1-antitripsina

Quali sono i sintomi della BPCO

La BPCO nelle sue prime fasi non presenta sintomi molto evidenti. Infatti all’inizio si ha solo della tosse che può essere facilmente associata al fumo di sigaretta o ad un piccolo malanno di stagione. A questo si può aggiungere la disapnea cioè la così detta “fame d’aria” o affanno durante sforzi fisici moderati, che comporta una respirazione difficoltosa ma non crea grossi problemi e per questo viene trascurata.

Il mancato intervento preventivo fa si che la malattia continui la sua avanzata portando ad un lento e costante peggioramento che sfocia in sintomi più gravi e dannosi come:

  • Tosse cronica con un elevata produzione di catarro, che non potrà essere più debellata
  • Mancanza di fiato anche se si eseguono gesti moderati e disturbi durante la notte (disapnea a riposo). In questa fase la vita del paziente subisce un notevole peggioramento
  • Perdita di peso e di appetito
  • Stanchezza ricorrente
  • Gonfiore alle caviglie
  • Maggior propensione a sviluppare malattie infettive dell’apparato respiratorio

Quindi uno dei modi migliori per intervenire sulla BPCO  è sicuramente la prevenzione e l’esame diagnostico da eseguire per diagnosticarla è in primis una Spirometria Globale  e se necessario una Spirometria Globale con test di broncodilatazione.

BPCO broncopneumopatia cronica ostruttiva

Cosa comporta la BPCO

Primo fra tutti la BPCO causa l’infiammazione delle vie aeree con un loro ristringimento a cui seguono delle complicazioni negli stadi più avanzati, soprattutto se non curata all’inizio della sua comparsa.

Cosa comporta Il restringimento delle vie aeree

L’ostruzione delle vie aeree comporta la così detta iperinflazione polmonare cioè il blocco dell’aria nei polmoni, derivante dalla difficolta ad espellere l’aria per via dell’ostruzione.

Quindi, chi è affetto da questa patologia, inizia ad inalare aria ancora prima di aver espulso quella già presente nei polmoni, questo crea degli scompensi che porta il corpo a reagire appiattendo il diaframma in maniera innaturale e ad un anormale dilatazione della gabbia toracica detta torace a botte, il tutto per permettere all’organismo di respirare.

Nelle fasi avanzate della BPCO il paziente affetto da iperinflazione polmonare tenderà a respirare come se avesse compiuto un grande sforzo fisico, compromettendo a lungo andare gli organi che cercano di compensare il problema respiratorio.

Complicazioni

E’ molto usuale che la BPCO porti a complicazioni spesso gravi principalmente nei casi in cui non viene diagnosticata per tempo grazie ad una spirometria, tra queste troviamo:

  • Tumore ai polmoni infatti la BPCO aumenta il rischio di adenocarcinoma polmonare.
  • Polmoniti acute
  • L’ipertensione polmonare cioè l’innalzamento patologico della pressione sanguigna all’interno delle arterie polmonari
  • Problemi cardiaci

Terapie

Prima fra tutte le terapie è senza dubbio quella di smettere di fumare, infatti le sigarette è la prima causa di BPCO pertanto è molto frequente che questa malattia capiti a chi è un assiduo fumatore.

Dobbiamo chiarire che purtroppo dalla BPCO è impossibile guarire, tuttavia si può agire con trattamenti sintomatici cioè con trattamenti che agiscono direttamente sui sintomi, alleviandone i fastidi e permettendo al malato di condurre una vita regolare che dovrà essere condotta però con uno stile salutare e regolare.

Tra i trattamenti sintomatici troviamo:

  • Riabilitazione polmonare che avviene con esercizi fisici che mettano sotto sforzo i polmoni e li mantengano allenati per mantenere alta la tollerabilità agli sforzi
  • Uso di farmaci broncodilatatori che permettono una maggiore dilatazione dei bronchi e aiutano la respirazione
  • Ossigenoterapia che consiste nell’immissione forzata di ossigeno come ausilio alla normale respirazione
  • L’uso di mucolitici per sciogliere il catarro
  • L’uso di corticosteroidi cioè antinfiammatori
  • L’uso di antibiotici
  • Interventi chirurgici come il trapianto di polmoni

Come diagnosticare la BPCO

Prima di ogni cosa la diagnosi parte con un anamnesi e un esame obiettivo della situazione in cui versa una persona potenzialmente affetta da BPCO, sulla base dei sintomi che abbiamo visto precedentemente.

Appurato un possibile problema respiratorio, si passano ad esami diagnostici più accurati, primo fra tutti la spirometria globale  che permette di registrare la capacità respiratoria ed identificare la presenza di una possibile ostruzione rilevandone il grado di gravità.

Successivamente si passa ad esami sempre più approfonditi che esaminano il problema sotto altri punti di vista come le analisi del sangue, l’analisi del catarro, l’ossimetria, l’emogasanalisi e la quantificazione dei livelli di alfa-1-antitripsina, per poi passare a esami radiografia del torace, l’ecocardiogramma, l’elettrocardiogramma e la TAC al torace.

Tutti questi esami aiutano il dottore, tendenzialmente un pneumolo, ad avere un quadro completo della situazione così da definire un giusto piano terapeuti che possa rallentare l’insorgere di conseguenze gravi.

Come la Spirometria rileva la BPCO

La spirometria tiene conto non tanto dei valori assoluti registrati, ma li valuta paragonandoli a valori di riferimento calcolati tenendo conto di età, altezza, sesso e razza.

La diagnosi di limitazione al flusso aereo (“sindrome ostruttiva”) si basa su 2 parametri spirometrici: il volume di aria espirata forzatamente partendo dalla
massima inspirazione (capacità vitale forzata, FVC) e il volume di aria espirata durante il primo secondo di questa manovra (volume espiratorio forzato in 1 secondo, FEV1). Se il rapporto di questi 2 parametri (FEV1/FVC), misurati dopo test di broncodilatazione, è < 0,70, è soddisfatto il criterio di limitazione di flusso. Trattandosi di un rapporto tra volumi, è un numero adimensionale, indipendente quindi dai valori di riferimento.

Una volta che la spirometria ha rilevato una sindrome ostruttiva, la limitazione al flusso aereo viene graduata basandosi sul FEV1 % del predetto (≥ 80% ostruzione lieve; 50-79% moderata; 30-49% grave; < 30% molto grave); comunque, la correlazione fra FEV1, sintomatologia e peggioramento dello stato di salute del paziente è debole.

Per la valutazione della sintomatologia vengono usate scale di valutazione specifiche.

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